sabato 12 ottobre 2013
martedì 10 settembre 2013
MAKHNO and HYSM?DUO TOUR
HAVEYOUSAIDWAR? EASTERN TOUR 2013
MAKHNO AND HYSM?DUO IN TOUR IN SEPTEMBER
WORK IN PROGRESS -MORE SHOWS TO BE CONFIRMED -STAY TUNED!
MAKHNO AND HYSM?DUO IN TOUR IN SEPTEMBER
WORK IN PROGRESS -MORE SHOWS TO BE CONFIRMED -STAY TUNED!
mercoledì 1 maggio 2013
VIRTUAL 7" FREE DOWNLOAD
NEON PARALLELI, HYSM?, WALLACE REC., BRIGADISCO presentano:
MAKHNO / HAVEYOUSAIDMAKHNO? (Neon 03/Hysm?074/Wal161/ BRG047)
VIRTUAL 7" FREE DOWNLOAD
SIDE A - MAKHNO - NEVADAGAZ (Gaznevada)
SIDE B - HAVEYOUSAIDMAKHNO? - SHE IS BEYOND GOOD AND EVIL
(The Pop Group).
Makhno: Paolo Cantù
HaveyousaidMakhno?: Makhno (Paolo Cantù) + Hysm?Duo (Jacopo Fiore - Stefano Spataro)
DOWNLOAD:
MEDIAFIRE
download del file .ZIP completo di brani in formato WAV, grafica copertina fronte/retro e vinile virtuale
ARCHIVE.ORG
ascolto in formato WAV e download dei brani nelle versioni Mp3 e FLAC
MAKHNO / HAVEYOUSAIDMAKHNO? (Neon 03/Hysm?074/Wal161/ BRG047)
VIRTUAL 7" FREE DOWNLOAD
SIDE B - HAVEYOUSAIDMAKHNO? - SHE IS BEYOND GOOD AND EVIL
(The Pop Group).
Makhno: Paolo Cantù
HaveyousaidMakhno?: Makhno (Paolo Cantù) + Hysm?Duo (Jacopo Fiore - Stefano Spataro)
DOWNLOAD:
MEDIAFIRE
download del file .ZIP completo di brani in formato WAV, grafica copertina fronte/retro e vinile virtuale
ARCHIVE.ORG
ascolto in formato WAV e download dei brani nelle versioni Mp3 e FLAC
sabato 6 aprile 2013
domenica 10 marzo 2013
MAKHNO LIVE AL WALLACE FEST
SU WWW.URSSS.COM VIDEO DEL CONCERTO DI MAKHNO
WALLACE FEST @ CSOA BARAONDA DI SEGRATE - 26.O1.2013 HERE
foto di Cecilia Pirovano
WALLACE FEST @ CSOA BARAONDA DI SEGRATE - 26.O1.2013 HERE
foto di Cecilia Pirovano
domenica 10 febbraio 2013
martedì 5 febbraio 2013
MAKHNO SU "A" RIVISTA ANARCHICA
MAKHNO - SILO THINKING SUL NUMERO DI FEBBRAIO (n.377, pagina 40) di A RIVISTA ANARCHICA
oppure online http://www.arivista.org/
Il mio disco, Silo Thinking
Mi ritrovo un po' per caso, tramite newsletter, conoscenze comuni e la scelta del nome del mio progetto solista, Makhno, che ha incuriosito alcuni redattori, a scrivere sulle pagine di “A”, per parlare di un disco, il mio.
È d'obbligo innanzitutto, dato che di musica si parla, dare dei riferimenti: Il mondo da cui nasce questo progetto è quello della musica indipendente, dell'autoproduzione e, musicalmente, da tutti i miei progetti del passato, Tasaday, Six Minute War Madness, A Short Apnea, Uncode Duello. Progetti che hanno come comune denominatore la contaminazione tra rock, punk, improvvisazione e sperimentazione.
Perché Makhno? È superfluo spiegare il personaggio su queste pagine. Mi ha affascinato la sua figura, la sua storia, l'idea del combattere a tutti i costi per una causa collettiva, senza compromessi, e finire esiliato, solo, perdente. Un riferimento politico, ma anche intimo, personale. Che è poi la caratteristica di tutto il disco: dal nome del progetto al titolo, da La Makhnovtchina a Stiv, omaggio ad un amico scomparso, da Zena, la rivolta del giugno 1960 contro il congresso fascista a Genova, al vivere o morire di Custer, da Ulrike, la mia scoperta del personaggio Meinhof pre lotta armata, alle vicende personali di Fine della Storia, dai riferimenti cinematografici come V for Vendetta per Remember al rapporto fanatismo religioso/famiglia di Father and Son. Raramente le tematiche sono espresse con testi espliciti, la narrazione è lasciata a poche frasi, a frammenti campionati, con una funzione più evocativa che narrativa; a chi ascolta il compito di ricercarne il senso, i soggetti, e a darne una propria interpretazione.
Un disco concepito in solitudine, ma anche frutto di un lavoro collettivo: Wallace Records, Brigadisco, Hysm? sono le etichette che hanno coprodotto con me Silo Thinking (lp vinile 12" (Wallace/Neon Paralleli/Brigadisco/Hysm?), espressione di quel mondo a cui facevo riferimento prima, di autoproduzione, di indipendenza per scelta. Troppe sono le realtà che si professano indipendenti ma pronte a cambiare bandiera non appena se ne coglie l'opportunità, o viceversa, gruppi che sbandierano l'autoproduzione dopo aver bazzicato per anni in ambienti mainstream, solo ora, che il mercato è cambiato.
Silo Thinking esce in vinile e download, ed è possibile ascoltarlo in streaming dal mio blog: neonparalleli.blogspot.it.
Sta ora a voi, se siete curiosi, ascoltarlo e fare la vostra recensione personale.
Grazie per l'attenzione.
Paolo Cantù
oppure online http://www.arivista.org/
Il mio disco, Silo Thinking
Mi ritrovo un po' per caso, tramite newsletter, conoscenze comuni e la scelta del nome del mio progetto solista, Makhno, che ha incuriosito alcuni redattori, a scrivere sulle pagine di “A”, per parlare di un disco, il mio.
È d'obbligo innanzitutto, dato che di musica si parla, dare dei riferimenti: Il mondo da cui nasce questo progetto è quello della musica indipendente, dell'autoproduzione e, musicalmente, da tutti i miei progetti del passato, Tasaday, Six Minute War Madness, A Short Apnea, Uncode Duello. Progetti che hanno come comune denominatore la contaminazione tra rock, punk, improvvisazione e sperimentazione.
Perché Makhno? È superfluo spiegare il personaggio su queste pagine. Mi ha affascinato la sua figura, la sua storia, l'idea del combattere a tutti i costi per una causa collettiva, senza compromessi, e finire esiliato, solo, perdente. Un riferimento politico, ma anche intimo, personale. Che è poi la caratteristica di tutto il disco: dal nome del progetto al titolo, da La Makhnovtchina a Stiv, omaggio ad un amico scomparso, da Zena, la rivolta del giugno 1960 contro il congresso fascista a Genova, al vivere o morire di Custer, da Ulrike, la mia scoperta del personaggio Meinhof pre lotta armata, alle vicende personali di Fine della Storia, dai riferimenti cinematografici come V for Vendetta per Remember al rapporto fanatismo religioso/famiglia di Father and Son. Raramente le tematiche sono espresse con testi espliciti, la narrazione è lasciata a poche frasi, a frammenti campionati, con una funzione più evocativa che narrativa; a chi ascolta il compito di ricercarne il senso, i soggetti, e a darne una propria interpretazione.
Un disco concepito in solitudine, ma anche frutto di un lavoro collettivo: Wallace Records, Brigadisco, Hysm? sono le etichette che hanno coprodotto con me Silo Thinking (lp vinile 12" (Wallace/Neon Paralleli/Brigadisco/Hysm?), espressione di quel mondo a cui facevo riferimento prima, di autoproduzione, di indipendenza per scelta. Troppe sono le realtà che si professano indipendenti ma pronte a cambiare bandiera non appena se ne coglie l'opportunità, o viceversa, gruppi che sbandierano l'autoproduzione dopo aver bazzicato per anni in ambienti mainstream, solo ora, che il mercato è cambiato.
Silo Thinking esce in vinile e download, ed è possibile ascoltarlo in streaming dal mio blog: neonparalleli.blogspot.it.
Sta ora a voi, se siete curiosi, ascoltarlo e fare la vostra recensione personale.
Grazie per l'attenzione.
mercoledì 16 gennaio 2013
MAKHNO - INTERVISTA BASSIFONDI? POSTFANZINE
Makhno è ora il tuo progetto solista: quando nasce e con quali precise intenzioni artistiche?
Paolo : L’idea di un progetto solista c’era da un po’ di tempo, quello che alla fine è diventato Makhno da circa un anno e mezzo, nel momento in cui ho sentito la necessità di ripartire con un progetto nuovo completamente mio. Intenzioni artistiche? Quelle di sempre, andare avanti ricercando qualcosa di nuovo senza mai dimenticare il passato...
LEGGI IL RESTO QUI
domenica 13 gennaio 2013
MAKHNO AL MU.VI.MENT.S ITRI (LT) # 2
REPORT SU DISTORSIONI DEL LIVE DI MAKHNO AL MU.VI.MENT.S DI ITRI
29 DICEMBRE 2012
DI ROMINA BALDONI (foto di Serena Fantasia)
...Non ho nemmeno il tempo di riprendermi dallo shock emozionale che subito prende piede lo spettacolo di Makhno. Dal vivo le sue graffiate di chitarra sono ancora più sferzanti e penetranti. La stanza si satura della forza espressiva e sovversiva delle sue musiche e dei suoi testi. Ci proietta, anzi ci catapulta in quel "Silo Thinking" che già mi aveva pesantemente sconvolto solo poco tempo prima. Continuo ripetutamente a chiedermi cosa mai avessero a che fare musicisti così dannatamente fuori dalle righe come appunto Paolo Cantù e Xabier Iriondo con gli Afterhours del suono che fu. Sono troppo basita e rapita per darmi una risposta. Dammi due pistole Paolo... Il generale Custer è partito all'assalto. E' impietoso, è furente, è invasato, è determinato, è senza compromessi. Dammi due pistole Paolo... voglio uccidere il tempo, qui, adesso...
LEGGI TUTTO IL REPORT QUI
29 DICEMBRE 2012
DI ROMINA BALDONI (foto di Serena Fantasia)
...Non ho nemmeno il tempo di riprendermi dallo shock emozionale che subito prende piede lo spettacolo di Makhno. Dal vivo le sue graffiate di chitarra sono ancora più sferzanti e penetranti. La stanza si satura della forza espressiva e sovversiva delle sue musiche e dei suoi testi. Ci proietta, anzi ci catapulta in quel "Silo Thinking" che già mi aveva pesantemente sconvolto solo poco tempo prima. Continuo ripetutamente a chiedermi cosa mai avessero a che fare musicisti così dannatamente fuori dalle righe come appunto Paolo Cantù e Xabier Iriondo con gli Afterhours del suono che fu. Sono troppo basita e rapita per darmi una risposta. Dammi due pistole Paolo... Il generale Custer è partito all'assalto. E' impietoso, è furente, è invasato, è determinato, è senza compromessi. Dammi due pistole Paolo... voglio uccidere il tempo, qui, adesso...
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lunedì 7 gennaio 2013
MAKHNO AL MU.VI.MENT.S ITRI (LT)
REPORT SU SODAPOP DEL LIVE DI MAKHNO AL MU.VI.MENT.S DI ITRI
29 DICEMBRE 2012
di Emiliano Zanotti (foto: Mr. Bedroom)
...I cambi di programma di cui dicevamo sopra, portano Paolo Cantù, alias Makhno, a guadagnare il palco principale. Ritagliatosi un angolo sullo stage già allestito per i Fuzz Orchestra, lo riempie di tutto ciò che gli serve: due chitarre, i pedali degli effetti e sé stesso; poi si parte per un concerto breve e intensissimo - col pubblico accalcato intorno, in uno scambio continuo di energia - fra voci vere e campionate (Zena, Ulrike, Father And Son), ritmi sintetici e chitarre lancinanti. Non per un attimo si avverte l'assenza di una backing band, anzi, ciò favorisce un rapporto ancor più diretto fra pubblico e musicista: un esempio di quell'individualismo positivo che già caratterizzava l'album e che dal vivo trova la sua ideale dimensione. Si finisce, com'è giusto che sia, con Custer, per metà cantata e per metà lasciata alla voce registrata di Federico Ciappini, mentre Cantù, smontate rapidamente le attrezzature, riordina cavi ed effetti e sulle ultime note del pezzo ringrazia e saluta, lasciando tutto in ordine, come se nulla fosse successo. Chi c'era sa che non è così...
LEGGI TUTTO IL REPORTQUI
29 DICEMBRE 2012
di Emiliano Zanotti (foto: Mr. Bedroom)
...I cambi di programma di cui dicevamo sopra, portano Paolo Cantù, alias Makhno, a guadagnare il palco principale. Ritagliatosi un angolo sullo stage già allestito per i Fuzz Orchestra, lo riempie di tutto ciò che gli serve: due chitarre, i pedali degli effetti e sé stesso; poi si parte per un concerto breve e intensissimo - col pubblico accalcato intorno, in uno scambio continuo di energia - fra voci vere e campionate (Zena, Ulrike, Father And Son), ritmi sintetici e chitarre lancinanti. Non per un attimo si avverte l'assenza di una backing band, anzi, ciò favorisce un rapporto ancor più diretto fra pubblico e musicista: un esempio di quell'individualismo positivo che già caratterizzava l'album e che dal vivo trova la sua ideale dimensione. Si finisce, com'è giusto che sia, con Custer, per metà cantata e per metà lasciata alla voce registrata di Federico Ciappini, mentre Cantù, smontate rapidamente le attrezzature, riordina cavi ed effetti e sulle ultime note del pezzo ringrazia e saluta, lasciando tutto in ordine, come se nulla fosse successo. Chi c'era sa che non è così...
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venerdì 14 dicembre 2012
mercoledì 12 dicembre 2012
MAKHNO - RECENSIONE SHIVER WEBZINE
Chi è Makhno? Makhno è il one man project di Paolo Cantù,
musicista autodidatta, sperimentatore estremo della chitarra elettrica e
di qualsiasi altra cosa gli capiti tra le mani. Dopo aver militato in
alcuni dei gruppi più importanti della penisola, dai pionieri industrial
Tasaday alla prima incarnazione degli Afterhours, passando per i
seminali Six Minute War Madness e A Short Apnea, fino a
tutte le formazioni più recenti, è sempre riuscito a mantenere un
profilo basso, arrivando all’esordio solista appena qualche mese fa nel
10” della Phonometak Series, condiviso con l’amico di scorribande
sperimentali Xabier Iriondo. Silo Thinking è la sua prima prova in completa autonomia. L’album in vinile 12″ esce in coproduzione con le etichette Wallace Records, Hysm?, Brigadisco e Neon Paralleli (dello stesso Cantù) e vede come unico contributo esterno la presenza di Federico Ciappini (Six Minute War Madness).
“Silo thinking
è il termine inglese usato per definire il “pensare a comparti stagni”.
Io ho utilizzato molto il “silo thinking” in momenti in cui i problemi
da affrontare erano troppi e i rischi di non trovare soluzioni
altissimi. Il riferimento è dunque molto personale, ma è anche un po’ la
storia del disco e dei brani. Ho lavorato in modo da trovare per ognuno
di loro una soluzione particolare, come se ogni episodio qui presente
fosse un comparto stagno, anche se poi inevitabilmente (sia nel caso del
disco che nella vita) ti rendi conto che le metodologie per trovare
soluzioni, spesso, sono le stesse.” Descrive così Paolo Cantù la
propria avventura col nuovo disco, più di trenta minuti di ricerca,
protesta, amaro ricordo ed estro creativo infinito; e così il mago
Makhno si destreggia autonomamente fra chitarra, basso, batteria,
clarinetto, elettronica e nastri, inscenando un disco di avant-noise,
rock acidulo, senza negarsi sprazzi di industrial e contaminazioni
storiche.
Canzoni-manifesto che filtrano avidità, forza, rabbia e urgenza: quello di Makhno non è un urlo aperto -come l’opera estrema di Iriondo col suo Irrintzi-
piuttosto un’implosione interiore, selvaggia e sintomatica di un
disagio sociale attualissimo, di una non- Storia lacerata, da nomi,
luoghi e persone. Dalla liquida e ipnotica ”Remember” che ricorda la
Congiura delle polveri del 1605 (fallito complotto progettato da un
gruppo di cattolici inglesi a danno del re Giacomo I d’Inghilterra) in
mezzo a lidi free-jazz distorti e psichedelici, ai ritmi à la Ulan Bator de ”La Makhnovtchina”, inno della resistenza anarchica ucraina guidata dall’irriducibile Nestor Makhno. Il post-industrial di ”Ulrike” si fa spasmodico e acido nel ricordare la giornalista e terrorista tedesca Ulrike Marie Meinhof. ”Zena” è
un dipinto coloratissimo che racconta degli scontri avvenuti a Genova
il 30 giugno 1960 contro il congresso fascista organizzato in città.
Spettri rock ed esaltanti drone di chitarra riecheggiano un passato
difficile in cui Cantù sembra sentirsi ancora prigioniero. La voce del
compianto Stiv Livraghi, fondatore dei Tupelo, entra palpitante nell’oscuro turbinio carnale di ”Stiv”, marziale saluto all’amico scomparso nel 2000 in seguito ad un drammatico incidente stradale. Atmosfera tesissima per ”Father and Son”, un post-rock abrasivo e rumorista mentre gli otto minuti de ”La fine della storia” ricordano un desert-blues tiratissimo e vorticoso. La conclusione è affidata a ”Custer” che vede il primo e unico apporto esterno, quello di Federico Ciappini
(ex Six Minute War Madness) che qui regala una voce narrante, fra
allucinazione e violenza, per una nervosissima confessione a cuore
aperto sulla feroce battaglia di Little Big Horn. Ai più potrà forse
suonare come un impasto fra Massimo Volume e Offlaga Disco Pax… niente
di tutto ciò: c’è una disperazione alienata e straziante, un sarcasmo
tombale che avvicina il recitato di Ciappini a un violento assalto
sonoro del miglior Carmelo Bene.
Quello creato da Makhno/Cantù
è un fiume in piena, le cui acque straripano fra rock industrial
sperimentale e noise, ma quel noise bello, fatto di chitarre
sferraglianti un po’ Shellac un po’ Suicide. È anche un fiume di satira incattivita e tagliente a metà fra Pere Ubu e Jesus Lizard, incastonato in un’atmosfera ossessiva e meccanica. Silo Thinking
è un album intenso e nervoso, come solo un album politico sa essere,
con la sua voglia di partecipare e vivere l’obbligatorietà di una
scelta. Fare politica è questo e la bellezza di prendersi la libertà di
pensare e agire seppure stanchi e delusi da una società vecchia, arcigna
e arida. Per concludere questo viaggio all’insegna della
destrutturazione sonora e degli idealismi simbiotici, vi lascio alle
parole di Ciappini nel finale dolcemente straziante di ‘Custer‘: ” Sento
che noi siamo così Paolo, circondati e senza alcuna speranza di
salvezza, e ciò nonostante valorosamente ci battiamo……noi discendiamo
dagli dei e abbiamo il coraggio, la volontà, la forza delle nostre idee e
conosciamo l’amore, l’amore che è una cosa meravigliosa, che è una cosa
viva, che è una cosa immensa, come la nostra vita, come le nostre
donne, come le nostre musiche e le nostre grida Dammi due pistole Paolo,
che voglio morire come il Generale Custer”.
Beatrice Pagni
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domenica 2 dicembre 2012
MAKHNO - NUOVE RECENSIONI, NUOVO LINK STREAMING
ASCOLTA MAKHNO - SILO THINKING IN STREAMING CLICK HERE
NUOVE RECENSIONI:
BASSIFONDI Postfanzine
Pressoché inconsistenti sono le probabilità,
che tale disco di Paolo Cantù, in arte Makhno, venga apprezzato,
appurato e ‘viaggiato’ lungo tutti i suoi sentieri, allo scadere di un
solo primo ascolto, di una sola prima impressione. Tanto quanto
inconsistenti risulterebbero i tentativi di elencare le varie e
intricate motivazioni, per cui l’ascolto di “Silo Thinking” (Hysm? / Brigadisco Records / Wallace Records / NeonParalleli, 2012) risulta
meravigliosamente invadente e
coinvolgente. Un album, che dato il forte interesse e fascino che suscita, incita
alla scrittura e, ancor più, ad approfondire la vicenda Makhno, nei suoi
risvolti non prettamente musicali, ma, più largamente, politici. Perché
sembra proprio un risveglio improvviso di coscienza, quello che porta
alla nascita di un disco di tal tipo; un risveglio dal sozzo sudiciume
della (ir)realtà storica contemporanea. Un risveglio di coscienza, che
permette di tessere un paragone con il percorso rabbioso, intrapreso dai
Fuzz Orchestra, ma le similitudini, ritornando sui nostri passi e
concentrandoci su un discorso musicale, terminano qua. Tuttavia, non
sembra a noi minoritaria l’importanza, che andrebbe dedicata a tale
sfaccettatura: la musica, che, in tempi di crisi esistenziali, si
riappropria dei contenuti per dar vita a un fuoco fatuo, con cui poter
incendiare le macerie abbandonate di quegli ideali, che le convenzioni
di un passato opprimente hanno portato allo stato di ultimo degrado.
“Ecco, io, spesso, mi sento così, sento che noi siamo così, Paolo.
Circondati e senza alcuna speranza di salvezza, e ciò nonostante,
valorosamente, ci battiamo con l’eccezione che i nemici non sono i
coraggiosi Sioux, bensì una massa di stupidi, di ignoranti, di pecore,
che obbediscono per paura. E sono pigri e indecenti e servi.” Poesia
politica, futurista e popolare.
THE WHITE SURFER
E' praticamente impossibile parlare di Paolo Cantù senza tracciare un parallelo con la carriera di uno dei suoi più longevi compagni di viaggio, Xabier Iriondo:
entrambi sulla scena musicale da oltre vent'anni, durante i quali hanno
dato vita a molte delle band cardine dell'underground nazionale, dagli Afterhours ai Six Minute War Madness, dagli A Short Apnea agli Uncode Duello,
passando per un'infinità di progetti minori; entrambi giunti
all'esordio in solitaria solo ora, peraltro dopo un'anticipazione
condivisa nel decimo ed ultimo volume della Phonometak Series, in cui
gli artisti si spartivano i due lati del 10".
E' invece impossibile per me fare un confronto tra il disco in
questione ed "Irrintzi", l'album di Iriondo, che non ho ascoltato. Cosa
che non mi impedisce comunque di tessere le lodi di questo eccellente
"Silo Thinking": c'è molto delle esperienze pregresse del nostro Makhno,
a partire dai clangori industrial della chitarra (ecco i Tasaday) che
spesso e volentieri si lancia in sferraglianti progressioni noise memori
degli Shellac (Remember) e dei Novanta più noise e math.
Esplicito il messaggio politico sin dalla scelta del moniker, preso in prestito all'anarchico ucraino Nestor Makhno al quale è dedicata una versione noise - e qui L'Enfance Rouge ha fatto scuola - dell'inno La Makhnovtchina, e che continua con le successive Ulrike (Meinhoff, della banda Bader-Meinhoff), proto-techno a suon di drum machine e sei corde, e Zena, racconto antifascista d'epoca in dialetto genovese immerso in un delirio di percussioni e destrutturazioni chitarristiche (e qui sbucano le sperimentazioni degli A Short Apnea). Paolo Cantù si occupa di tutto: chitarre, basso, batteria, voce, drum machine, clarinetto, nastri. Campionamenti vocali a parte - tra i quali spicca il commovente omaggio all'amico Stiv Livraghi, frontman dei Tupelo e dei Playground (band dalle quali nacquero i lodigiani Satantango) morto in un tragico incidente d'auto - l'unico contributo esterno è quello di Federico Ciappini dei Six Minute War Madness nella trascinante (a onor del vero, i primi Massimo Volume potrebbero chiedere i diritti d'autore), conclusiva Custer, vera e propria dichiarazione di guerra alla mediocritocrazia oggi imperante.
Non corre invece il rischio di essere mediocre Cantù, che ci regala un album riuscitissimo nonché ottima sintesi di una carriera che pochi, in Italia, possono vantare.
Esplicito il messaggio politico sin dalla scelta del moniker, preso in prestito all'anarchico ucraino Nestor Makhno al quale è dedicata una versione noise - e qui L'Enfance Rouge ha fatto scuola - dell'inno La Makhnovtchina, e che continua con le successive Ulrike (Meinhoff, della banda Bader-Meinhoff), proto-techno a suon di drum machine e sei corde, e Zena, racconto antifascista d'epoca in dialetto genovese immerso in un delirio di percussioni e destrutturazioni chitarristiche (e qui sbucano le sperimentazioni degli A Short Apnea). Paolo Cantù si occupa di tutto: chitarre, basso, batteria, voce, drum machine, clarinetto, nastri. Campionamenti vocali a parte - tra i quali spicca il commovente omaggio all'amico Stiv Livraghi, frontman dei Tupelo e dei Playground (band dalle quali nacquero i lodigiani Satantango) morto in un tragico incidente d'auto - l'unico contributo esterno è quello di Federico Ciappini dei Six Minute War Madness nella trascinante (a onor del vero, i primi Massimo Volume potrebbero chiedere i diritti d'autore), conclusiva Custer, vera e propria dichiarazione di guerra alla mediocritocrazia oggi imperante.
Non corre invece il rischio di essere mediocre Cantù, che ci regala un album riuscitissimo nonché ottima sintesi di una carriera che pochi, in Italia, possono vantare.
Alessandro Gentili
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lunedì 12 novembre 2012
MAKHNO - INTERVISTA SODAPOP
MAKHNO - Paolo Cantù, soltanto io, da solo.
Paolo Cantù si è fatto le ossa in seminali gruppi
dell'industrial italiano all'inizio degli anni '80, ha suonato la
chitarra nella primissima formazione degli Afterhours, è stato parte di un gruppo fondamentale per la musica sperimentale come A Short Apnea, ha militato in Six Minute War Madness, Uncode Duello, EAReNOW
e in un'infinità di altri progetti, di cui ci siamo spesso occupati.
Chiusi tutti i precedenti capitoli, quest'anno la sua storia è ripartita
con un nuovo nome, Makhno, e un album, registrato in quasi completa solitudine, che è da annoverare fra le cose migliori uscite nel 2012: Silo Thinking
è un'opera intensa e complessa, diretta ma non facile da circoscrivere
in tutte le sue molteplici diramazioni. Abbiamo voluto saperne di più e,
già che c'eravamo, ne abbiamo approfittato per ripercorrere le tappe
della sua carriera.
lunedì 22 ottobre 2012
MAKHNO - RECENSIONE DISTORSIONI Rock e Altri Suoni
Una sperimentazione sincopata e deragliata che
si nutre di scorie noise, avanguardia elettronica, art rock, rivoli di
blues deviato e torbido. Il primo lavoro solista di Paolo Cantù,
musicista di provata esperienza, sulla scena undeground da oramai oltre
un ventennio, risulta essere fedele al moniker scelto: emblema di
anarchia e fedeltà incondizionata al proprio istinto -se vogliamo essere
precisi- alla parte più selvaggia e svincolata nascosta nel proprio io.
Tutti gli otto brani dell'album trasudano impellenza, voracità,
frenesia creativa e allo stesso tempo sono fluidi e reattivi nel gioco
instancabile delle libere associazioni. Abozzi di astrattismo neo
primitivo come palpiti di viscerale, arcana reazionarietà,
incontrollabile forza vitale. Convergono in "Silo Thinking",
con omogeneità sbalorditiva, le innumerevoli incarnazioni e le
sfaccettate complessità di Cantù: le abrasività vintage e rumoriste di
Six Minute War Madness; i tapes recording di A Short Apnea; le intensità
e il nervosismo strumentale da simbiosi interattiva e ricerca sonora
espressi in Uncode Duello; la cinematica industrial e tribale dei
Tasaday.
Le impalcature ritmiche, i pattern rumoristi destrutturati e
continuamente sovrapposti e stratificati, spesso dissonanti e costruiti
su tempi irregolari, danno luogo ad una dimamica di interazioni, si
irrobustiscono e pulsano, lasciano sempre impensabili spazi all'armonia
di fondo, ad un ideale unitario. Custer, Zena, La Makhnovtchina
sono decisamente inni di orgoglio e vigorosa autonomia identitaria che
richiama la sferzante satira dei Pere Ubu e allo stasso tempo si
riaggancia a trame di nientificazione metaforica che i Tasaday avevano
eletto a bandiera ideologica. Ulrike, Father and son
intrecciano la meccanica del disfacimento e dell' abbruttimento urbano con
la resistenza tribale e ostinata. Sembra una lotta impietosa quanto
eroica contro la spersonalizzazione. Poi c'è un meraviglioso omaggio ai
Tupelo di Stiv Livraghi con la palpitante Stiv: oscura, graffiante, sanguinante e sporcata dei riverberi blues del clarinetto e dalle percussioni carnali e primitive. Remember e Fine della storia
si imbevono nell'essenza liquida e simbolista di Beefheart, sono corse
forsennate di ricerca dell' essenziale, impregnate di vibrazioni e
intuizioni che raccolgono riflessi di inesprimibile e intraducibile,
scariche adrenaliniche, confluenze di caos riflesse da una eclettica
lente deformante e da un indicibile istrionismo arty. Un disco
assolutamente originale ed unico, spiazzante e inaspettato. Se esistesse
un ipotetico tavolo delle scommesse in nero dedicato all'alternativo di
maggior pregio ci punterei tutto, pure la biancheria intima.
Romina Baldoni
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